mercoledì 22 ottobre 2014

Equo e solidale

Oggi passo in centro a Novara, a "riscuotere" il mio panino gratis da Universo Vegano (di cui metto il collegamento al sito, a beneficio di coloro i quali ancora non lo conoscessero), e mentre aspetto in coda, tra un paragrafo e l'altro del libro che sto leggendo, la mia attenzione viene attratta da una scritta che pubblicizza una cola, con zucchero di canna da commercio equo e solidale, proveniente da Malawi e Zambia.
Ma cos'è il commercio equo e solidale? La vendita e l'acquisto di prodotti di aziende che attuino politiche volte alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori?
Quello che mi viene da chiedermi però è: scambiare merci (risorse) con denaro (bit di computer) non finisce per impoverire i paesi che si cerca di aiutare? Produrre in una zona e spostare merci a migliaia di chilometri di distanza sembra veramente una logica sostenibile? Dove ci ha portato l'ultimo cinquantennio di questa politica?
Io credo che la cosa migliore per un paese sia la collaborazione volta all'uso minimo e indispensabile (ergo non all'abuso) delle proprie risorse in loco.
La ricchezza è nell'anima di ogni essere vivente. Per questo non si può dare un prezzo ad un sorriso, ad un abbraccio, ad un bacio che vengano donati con sentimento. Quanto osanniamo tutto ciò nei nostri spot e quanto di tutto ciò mettiamo in pratica nel nostro quotidiano?
Posso vederlo su me stesso; quanto mi cambia la giornata una parola cortese e quanto poco me la cambia una moneta trovata per la strada.
Perciò penso che aiutare gli altri, aiutarli per davvero, richieda molto più impegno da parte nostra.
Aprire il portafogli sembra molto un metodo sbrigativo per alleggerirci la coscienza. Doniamo il nostro tempo, non i nostri soldi, è un bene molto più prezioso. Accompagniamo chi vogliamo aiutare, sia esso un vicino, un passante, un senzatetto.
Conversiamo con lui o lei, se ne ha voglia. Chiediamogli come sta, come se la passa. Farebbe più bene a noi che a lui o lei.
Sarebbe l'occasione per ritrovare il valore e la dimensione del nostro tempo. Perchè mentre i soldi una volta vanno e un'altra vengono, il tempo, una volta perduto, non torna indietro.

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